La sezione dei Libri Salvati, che si affianca anche fisicamente a quella della Letteratura del Territorio, nasce dalla partecipazione della Biblioteca Istituzionale e Archivio Storico della CMRC alla rassegna annuale promossa dall'Associazione Italiana Biblioteche-AIB dal titolo "Libri salvati", per ricordare i roghi di libri avvenuti la notte del 10 maggio 1933 a Berlino e nelle principali città della Germania, al culmine di una vasta campagna per la “pulizia” della cultura tedesca mediante il fuoco.
Durante i falò del 10 maggio 1933, gli studenti universitari nazisti recitavano i cosiddetti "Canti d'infamia" (Feuersprüche), formule rituali che esplicitavano i motivi della distruzione di ciascun gruppo di libri.
Tra gli autori condannati (clic su nome per scheda di approfondimento):
Bertolt Brecht
H.G. Wells
Franz Werfel
Robert Musil
LIBRI CENSURATI DAL FASCISMO IN ITALIA
A differenza della Germania nazista, dove la censura avvenne in modo violento e spettacolare con i roghi di piazza, nell'Italia fascista il bando dei libri fu un'operazione burocratica, silenziosa e progressiva. Il regime preferiva evitare lo scandalo pubblico, con il sequestro preventivo in tipografia, il ritiro dalle biblioteche e la creazione di elenchi segreti gestiti dal MinCulPop (Ministero della Cultura Popolare).
La vera stretta repressiva avvenne in tre fasi: il Testo Unico di Pubblica Sicurezza del 1926, la nascita della censura preventiva nel 1934 e la "bonifica libraria" totale dopo le Leggi Razziali del 1938.
Le quattro grandi motivazioni del bando fascista
1. L'antifascismo politico: Opere scritte da oppositori del regime o testi storici che esaltavano il socialismo, il comunismo, la democrazia liberale e i diritti dei lavoratori.
2. La tutela della morale e del "buon costume": Venivano banditi i testi che parlavano di aborto, suicidio, contraccezione, emancipazione femminile, o romanzi polizieschi ("gialli") in cui l'assassino la faceva franca, poiché l'Italia fascista doveva apparire un paese perfetto e privo di criminalità.
3. Le Leggi Razziali (1938): Il Ministero emanò elenchi riservati ordinando l'epurazione totale di qualsiasi autore di origini ebraiche, a prescindere dal contenuto del libro. Finirono al bando persino le fiabe per bambini e i manuali di matematica scolastici.
4. La xenofobia culturale: Limitazione drastica e sequestro delle traduzioni di autori stranieri (soprattutto americani, inglesi e russi), accusati di inquinare la purezza della lingua e della cultura italiana.
Gli autori e le opere più colpite
1. Gli intellettuali italiani antifascisti
Benedetto Croce
Guglielmo Ferrero
Luigi Sturzo
2. La satira e il disagio sociale
Alberto Moravia
Vitaliano Brancati
3. Gli autori ebrei (Epurazione del 1938)
· Alberto Pincherle (Moravia): Colpito doppiamente, sia per i contenuti delle sue opere sia per le sue origini ebraiche da parte paterna.
· Umberto Saba: Il grande poeta triestino vide tutte le sue raccolte di poesie messe al bando a causa della sua ascendenza ebraica.
· Autori per l'infanzia: Libri popolarissimi per i bambini dell'epoca scritti da autori ebrei, come Il libro dei bimbi di Lina Schwarz o i testi educativi di Dino Provenzal, vennero ritirati in massa dalle scuole.
4. Gli autori stranieri censurati
John Steinbeck: Il suo capolavoro Furore (The Grapes of Wrath) fu stampato in Italia nel 1940 ma venne pesantemente censurato, modificato nei dialoghi e infine proibito perché mostrava la miseria dei lavoratori, un tema intollerabile per la propaganda del regime.
Agatha Christie: I suoi "Libri Gialli" Mondadori subirono riscritture forzate. I censori fascisti costringevano i traduttori a eliminare i riferimenti ai suicidi e a modificare i finali affinché la polizia (anche quella straniera dei romanzi) non facesse mai brutta figura. Nel 1941 l'intera collana dei Gialli venne chiusa per decreto prefettizio.
Ernest Hemingway: Il romanzo Addio alle armi fu proibito perché raccontava la ritirata italiana di Caporetto, ferendo l'orgoglio militare nazionale.
(Immagini e info tratte da wikipedia e A.I.)
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