Libri salvati: Herman Hesse
Hermann Hesse, L’ultima estate di Klingsor

Noi due, tu e io, vaghiamo nel medesimo labirinto, nel giardino dei nostri sentimenti, che in questo mondo malvagio sono stati maltrattati, e perciò, ognuno a suo modo, ci vendichiamo di questo mondo cattivo. Ma vogliamo che ognuno lasci sussistere i sogni dell’altro, perché sappiamo quanto sia rosso e dolce il vino dei sogni.
Chiarezza intorno ai propri sentimenti e intorno alla “portata” e alle conseguenze delle proprie azioni possiedono soltanto gli uomini buoni, premuniti, che credono nella vita e non fanno un passo che non siano pronti ad approvare anche domani e dopodomani. Io non ho la fortuna di essere uno di loro, e sento e agisco come uno che non crede nel domani e considera ogni giorno come fosse l’ultimo.
Nel 1933 i suoi libri non vennero ufficialmente bruciati in modo sistematico nei roghi principali perché Hesse si era già trasferito stabilmente in Svizzera e i suoi primi romanzi non erano visti come minacce politiche dirette. Tuttavia, diverse associazioni studentesche locali gettarono copie dei suoi libri nei falò di provincia per via delle sue posizioni pacifiste, durante la Prima Guerra Mondiale, per la sua opposizione al regime, soprattutto durante l'esilio in Svizzera, e per valori come la libertà spirituale, l'introspezione e la ricerca interiore, che animano le sue opere, in totale contrapposizione con l'ideologia nazista.
Dal 1939 in poi il regime nazista vietò ufficialmente la pubblicazione e la vendita di qualsiasi libro di Hesse in Germania.
Immagini e info tratte da wikipedia
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