Libri salvati: Thomas Mann

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La morte a Venezia
 
Le osservazioni e gli incontri di chi va attorno in silente solitudine sono al tempo stesso più sfumati e più netti di quelli dell’uomo socievole, i suoi pensieri sono più gravi, più bizzarri, e mai esenti da un’ombra di tristezza.

 Impressioni e immagini, che si potrebbero facilmente scrollar via con un’occhiata, un sorriso, uno scambio d’opinioni, lo preoccupano oltre misura, s’approfondiscono nel silenzio, diventano importanti, si trasformano in avventura, episodio, sentimento. La solitudine fa maturare l’originalità, la bellezza strana e inquietante, la poesia. Ma genera anche il contrario: lo sproporzionato, l’assurdo e l’illecito.
Inizialmente il regime cercò di colpire solo la sua produzione più recente e politicamente esposta. Thomas Mann vinse il Premio Nobel nel 1929 e i nazisti temevano il suo enorme prestigio. Nel 1933 furono sequestrate e bruciate le sue opere di saggistica politica e democratica in difesa della Repubblica di Weimar.
• Opere distrutte nel 1933: il saggio politico Appello alla ragione (Deutsche Ansprache. Ein Appell an die Vernunft, 1930), in cui metteva in guardia la Germania dal pericolo del nazionalsocialismo.
 Nel 1936, dopo che Mann condannò apertamente il regime dall'esilio in Svizzera, i nazisti disposero il bando totale di tutti i suoi libri (inclusi i capolavori I Buddenbrook e La montagna incantata), togliendogli la cittadinanza tedesca.
 
Immagini e info tratte da wikipedia
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